Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar; Dani Alves, Thiago Silva, David Luiz, Marcelo; Paulinho (63' Hernanes), Luiz Gustavo; Hulk (69' Bernard), Oscar, Neymar (88' Ramires); Fred. Allenatore: Scolari.
Croazia (4-2-3-1): Pletikosa; Srna, Corluka, Lovren, Vrsaijko; Kovacic (61' Brozovic), Modric; Rakitic, Perisic, Olic; Jelavic (78' Rebic). Allenatore: Kovac.
Arbitro: Yuichi Nishimura
Marcatori: 11' Marcelo (Aut.), 29', 71' Neymar Jr, 90' (+1) Oscar (B).
Ammoniti: Neymar Jr, Luiz Gustavo (B), Corluka, Lovren (C).
Spettatori: 66.000.
IL RIASSUNTO
Subito nel segno di Neymar. Con una doppietta del suo fuoriclasse più atteso, il Brasile piega in rimonta (3-1) la Croazia e inizia nel migliore dei modi la rassegna iridata. Ma il mondiale delle polemiche non poteva cominciare con il giallo anche in campo: il rigore del 2-1 regalato dall'arbitro giapponese Nishimura ai padroni di casa farà parlare a lungo nei prossimi giorni. Speriamo che non rappresenti l'inizio di una lunga serie di sviste che finirebbero per mettere ancor più nell'occhio del ciclone la Fifa, già di per sé criticatissima, in questi giorni, per la controversa assegnazione dei Mondiali 2022.
E' stata una gara equilibrata decisa, inevitabilmente, da un episodio. Onore alla Croazia che le ha tentate tutte per mettere in difficoltà la Selecao con una prova gagliarda e ordinata ma tanto di cappello anche al Brasile che ha saputo rimettere a posto le cose con lucidità, senza farsi prendere dall'ansia e dalla pressione. Il bel gioco non si è visto ma per quello c'è tempo.
Scolari è andato sul sicuro, confermato in blocco la squadra che ha vinto l'anno scorso la Confederations Cup. La novità è stata solo sulla posizione dei tre con Oscar dirottato a destra, Neymar dietro a Fred e Hulk spostato a sinistra. Sul fronte opposto Niko Kovac, costretto a rinunciare al bomber Mandzukic, squalificato, ha risposto dando la maglia da centravanti a Jelavic e preferendo a sorpresa Vrsaljko al mancino naturale Pranjic sulla sinistra.
La mossa si è rivelata particolarmente azzeccata visto che proprio sull'out sinistro, dove il ct ha dirottato anche Olic invece di Perisic, la Croazia ha fatto la differenza nei primi minuti, sorprendendo Dani Alves. L'attaccante del Wolfsburg ha prima sfiorato il bersaglio su un traversone dalla destra di Perisic poi ha messo lo zampino sullo 0-1 (11') con un cross basso lisciato da Jelavic e deviato sfortunatamente nella propria porta da Marcelo.
Il Brasile ha vacillato, ha rischiato di incassare il raddoppio su un colpo di testa di Jelavic poi, a poco a poco, ha preso in mano il comando delle operazioni. E dopo aver impegnato Pletikosa con Oscar e Paulinho, ha pareggiato (29') con un chirurgico diagonale di sinistro dal limite di Neymar. La Croazia si è spaventata e ha abbassato il baricentro per non correre ulteriori rischi.
Decisione saggia visto che il Brasile ha iniziato a sbattere contro un muro biancorosso senza trovare idee e le adeguate contromisure per far male. Non a caso per tornare a rendersi pericolosi dalle parti di Pletikosa i verdeoro hanno dovuto attendere fino al 69' quando Alves ha mandato di poco alta una punizione dal limite. L'episodio ha comunque dato la giusta scintilla alla Selecao che 1' dopo si è procurata con astuzia (Fred ha simulato una trattenuta in un contrasto con Lovren) il rigore per passare: sul dischetto è andato Neymar che ha bucato Pletikosa.
La Croazia ha reagito con orgoglio, si è riversata in avanti e per due volte nel finale, in cui Kovac ha gettato nella mischia anche il viola Rebic, ha sfiorato il pari con Modric e Perisic. Il Brasile ha tirato un sospiro di sollievo e in pieno recupero (91') ha messo al sicuro il risultato sfruttando una percussione del migliore in campo, Oscar, bravo a bucare Pletikosa con un destro di punta dal limite in pieno stile calcio a cinque. Il successo, dunque, consente a Scolari di affrontare con maggiore serenità il prossimo impegno con il Messico. Per la Croazia è in arrivo contro il Camerun una sfida già da dentro o fuori.
LE PAGELLE
BRASILE
Julio Cesar 6: inoperoso per lunghi tratti, reattivo nel finale quando viene chiamato in causa in un paio di insidiose circostanze.
Daniel Alves 5: bello vederlo sgroppare sulla fascia, ma un terzino deve anche difendere e Olic lo fa incredibilmente soffrire.
Thiago Silva 6: sicuro in chiusura, sfrutta però poco le sue grandi qualità in impostazioni di gioco.
David Luiz 6: insuperabile nel gioco aereo, pericoloso anche nell’area avversaria, eppure l’impressione è che la coppia centrale, nel complesso, non sia al top.
Marcelo 6: chissà quanti fantasmi nella testa dopo quell’autogol; tuttavia, riesce a riprendersi
Luiz Gustavo 6: lavoro oscuro e silenzioso, ma altrettanto fondamentale, soprattutto quando nel finale dà una grossa mano ai centrali di difesa.
Paulinho 6.5: non avrà una tecnica immensa, tuttavia le sue percussioni centrali ed è proprio suo il primo pericolo per Pletikosa dopo 20′ (18′ s.t. Hernanes 5.5 : inserito per dare maggiore qualità, non inventa molto).
Neymar 7.5: rischia il rosso con un gomito alto, poi però si accende e, signori, un giocatore così è davvero un fuoriclasse. Al di là dei gol, ha il raro pregio di dare la sensazione di essere pericoloso in ogni circostanza. (43′ s.t. Ramires s.v.)
Oscar 7: un terzo della rete del pari è merito suo; nelle occasioni più importanti, lo zampino di Oscar c’è, come dimostra anche quando c’è da chiudere i conti.
Hulk 6: fisicamente imperioso, offensivamente fa fatica a creare pericoli.
Fred 5.5: aggressivo in pressing, fuori tempo sui traversoni dalle fasce; il rigore procurato è più merito dell’arbitro che del suo mestiere.
CROAZIA
Pletikosa 5: plastico su Oscar nel primo tempo, in netto ritardo sul rasoterra del pareggio di Neymar e insicuro nelle uscite alte. Intuisce il rigore, senza riuscire a mandarlo fuori dallo specchio, e completa la serata non convincendo appieno sul terzo gol.
Srna 6: qualche sbandata c’è, eppure, nonostante l’età, dimostra sempre di essere una delle colonne di questa nazionale.
Corluka 6: rudimentale ma efficace, contiene bene gli attacchi brasiliani.
Lovren 5.5: apre sfortunatamente le gambe sul diagonale del pari e “causa” – volutamente tra virgolette, vista l’inesistenza del fallo – il rigore.
Vrsaljko 7: Il terzino del Genoa, dopo un campionato sulla destra, si adatta splendidamente sulla fascia sinistra.
Perisic 6.5: giocatore a tutto campo, inesauribile per 90′.
Rakitic 6.5: per quanto vada in lieve difficoltà quando il Brasile alza i ritmi, disputa un’ottima partita in entrambe le fasi.
Modric 6.5: al pari di Rakitic, è molto sacrificato in copertura, ma non si tira davvero mai indietro.
Kovacic 5.5: il gioco croato si sviluppa molto di più per vie laterali e lui ne è troppo spesso tagliato fuori (15′ s.t. Brozovic 5.5: sulla falsariga del compagno, estraneo dal gioco).
Olic 7: suo il traversone del gol, suoi i numeri che fanno impazzire Dani Alves, sue un paio di ingenuità che potrebbero costare carissime.
Jelavic 6: ci mette lo zampino sull’autorete di Marcelo e cerca di tenere alta la squadra, non riuscendoci sempre. (33′ s.t. Rebic s.v.).
LE FOTO
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